Autore: doctor [messaggi totali: 29]
Da: Catania Data: 05-07-2010 14:02:22
Sto per scrivere qualcosa che sicuramente in lui avrebbe creato ilarità, così vedeva coloro che pronunciavano un discorso celebrativo.
E'con profonda tristezza che ho appreso la notizia della morte del dott.Garofalo. Se ne è andato l'ultimo medico di una classe medica che sapeva fare tutto :l'internista,il chirurgo ,il cardiologo,ed anche l'ortopedico.Aveva avuto degli ottimi maestri dal punto di vista professionale,quale il prof. Caudullo, che sicuramente lo avevano formato.Sono stato accanto a lui da giovane studente in medicina e posso affermare che mi ha insegnato veramente tanto sia dal punto di vista medico che umano:fu memorabile allorquando in sala operatoria da donatore universale si salassò per trasfondere una paziente che ne aveva di bisogno.
di lui ricordo che di giorno e di notte , abitando sotto casa mia, sentivo il battente tuppuliare spessissimo e lui che usciva dopo qualche minuto a portare tempestivamente aiuto a chi stava male sia a domicilio che in ospedale.
Purtoppo lo ha segnato tantissimo una condanna che presuppone imperizia,negligenzae superficialità.Non rieso ad immaginarein lui una di queste caratteristiche, ma purtroppo la giustizia compie implacabilmente il suo corso.E il dott.Garofalo ne è stato vittima,credo invece che il suo collegio di difesa sia stato un tantino superficiale.
Oltre che la medicina amava anche lo sport e sono state indimenticabili le sue partecipazioni alle partite tra scapoli e ammogliati con finezze stilistiche inaspettate.
Come tale mi piace ricordarlo così come spero lo ricordino sempre tutti coloro che da lui hanno ricevuto aiuto e senso di sicurezza
Arrivederci dott.Garofalo che le sia lieve la terra
Caramente
Peppeno La medica
PeppinoLa Medica
#1
INFOVIZZINI.IT CONSIGLIA
RE: perdita di un amico
Autore: vichingo [messaggi totali: 91]
Da: Vizzini Data: 06-07-2010 17:28:39
caro doctor Peppino LaMedica,ricordare Pietro per tutti i vizzinesi è molto facile,perchè fu non solo il medico dell'Ospedale,ma fu tante altre cose,ed anche consigliere comunale
Lui del MSI assieme a Peppino Lauria,ed altri di partiti diversi dibattevano i problemi del paese,dialogavano,qualche volta anche urlando,ma poi restavano amici perchè la politica non è e non deve essere lotta fratricida come ora,ma libera espressione di punti di vista concilianti con l'educazione e la onestà.
Assieme ad altri portò l'Ospedale dal palazzo Rinaldi al palazzo della Scuola di via Roma e contribuì assieme al dott.Alabiso a dare una struttura Ospedaliera utile per Vizzini e paesi vicini che oggi non esiste più perchè,dicono, la sanità fa sprechi.
Ma quante cose si possono raccontare ai ragazzi di Vizzini di oggi solo se alcuni degli anziani volessero esprimerle su questo Web anzichè di scrivere delle cose o delle cattiverie che fanno male a chi li legge.
Ricordo il dottor Garofalo con affetto e nel nome di una amicizia di 50 anni lo ricorderò
nel più caro dei modi.Ciao PIETRO
#2
RE: perdita di un amico
Autore: pescedaprile [messaggi totali: 1]
Da: Catnia Data: 17-07-2010 15:47:47
Il Buon Samaritano.
Carissimo Dottore La Medica, rispondo al suo messaggio... dopo diversi giorni. Rispondo come figlia del suo caro amico il Dottore Garofalo, ma anche e soprattutto come la figlia che ha raccolto le testimonianze della gente. Già perché in questi giorni diverse persone hanno commentato il suo articolo ma hanno scelto me e la strada più che internet, a parte il vichingo. Del resto questo ancora rimane un mezzo usato più dai giovani che dalle persone un po più attempate, che sono quelle che hanno conosciuto meglio mio padre.
Ma devo dirle che già da sei anni cioè da quando sto a Vizzini per accudire mio padre ho raccolto tante testimonianze. Per prendo la parola, pur essendo la persona meno adatta.
Qualcuno mi diceva "Sua padre mi ha salvato la vita"... e poi mi raccontava fin nei minimi dettagli medici la storia della malattia, molti mi dicevano che bastava parlargli che già stavano meglio, perché ricevevano quel conforto spirituale che molto giova all'ammalato, un sacerdote mi ha addirittura detto che si "confessava" con lui, nel senso di confidarsi... una cara amica mi ha detto che le loro figlie ogni tanto volevano andare allo Studio dal Dottore Garofalo, quasi fosse un gioco quando in realtà i bambini, si sa, sfuggono i medici...
Potrei raccontarle ancora molti episodi, ma sarei troppo lunga, e forse anche noiosa...
Ma quello che molti, commossi,mi hanno detto è stato: "PER ME E' STATO UN PADRE".
In tutte queste testimonianze io mi sono ritrovata, non solo perchè "PER ME E' STATO PADRE" ma perchè ho riconosciuto lui, la sua passione per il suo lavoro, la sua sensibilità, e la sua direi "compassione", L'ho visto gioire per un nuovo arrivato al rientro a casa dopo una notte trascorsa fuori per un parto in casa, e l'ho visto commuoversi per un paziente a cui diagnosticava un tumore che non dava scampo, e sempre chiamandoli per nome o con un nomignolo con quell'affetto che si ha solitamente con una persona intima.
Da bambina mi commuovevo ad ascoltare la storia di una signora che con tanti figli emigrati e' morta sola con mio padre vicino dicendogli" Dutturi nun mi lassassi a manu"... e lui si commuoveva a raccontarmela. Per me la figura del medico era tutto questo:scienza ma anche umanità, cosi'da desiderare anche io un futuro di medico,... non lo sono poi diventata, avendo poi optato per un altra mia passione" l'arte" Alla fine sono stata la sua infermiera... restituendogli quella passione che lui mi aveva donato. E posso dire che anche da paziente aveva molto da donare...oltre che la sua tenerezza...anche quella sua ironia che lo ha sempre contraddistinto e che gli faceva regalare battutte indimenticabili.
Quando una persona arriva come lui anziana ed ammalata, sembra ormai inutile la sua esistenza... ma per me non sono stati affatto inutili questi 6 anni , anzi sono stati i più preziosi con lui...e quando una persona come lui se ne va è come se venisse tagliata una grande vecchia quercia alla cui ombra molti sostavano. Nella Santa Messa della Domenica dopo la sua morte, nel Vangelo Gesù raccontava la parabola del Buon Samaritano, quell'uomo, l'unico, che si ferma per strada ad aiutare un uomo aggredito dai briganti (" Lo vide e ne ebbe compassione.Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite versandovi olio e vino;poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui.")
Ed io voglio ricordarlo così come un Buon Samearitano che ha avuto compassione del suo prossimo, e se è così allora ha ereditato, degnamente, la vita eterna... e questo mi consola molto, saperlo con Gesù il Vero Medico delle anime.
#3
RE: perdita di un amico
Autore: GrilloParlante [messaggi totali: 133]
Da: Vizzini Data: 17-07-2010 21:01:58
Io non sono nè vecchio nè giovane ma il Dottore Garofalo l'ho conosciuto quando era già "U Dutturi" con la "D" maiuscola e un Uomo con la "U" altrettanto grande! Il racconto del Dottore La Medica e della figlia del Dottore Garofalo mi hanno emozionato e commosso. Purtroppo ho saputo con qualche giorno di ritardo questa triste notizia proprio leggendo il forum perchè ero fuori da Vizzini. C'è poco altro da aggiungere, se non che è morto un Medico veramente di un'altra generazione...!!!
Il Grillo Parlante
#4
RE: perdita di un amico
Autore: lacivetta [messaggi totali: 278]
Da: Vizzini Data: 18-07-2010 12:39:38
Il grande Pietro, lo conobbi tanti anni fa in ospedale, ero reduce da una zuffa a scuola, frequentavo la terza elementare e mi ruppi la mano destra; mi portaro subito in ospedale, l'odierna ed inutile "Agorà", e lì mi accolse lui: autoritario con i suoi collaboratori, dolce e caritatevole con i degenti. Mi sentii a mio agio, ero piccolo ed impaurito ma grazie a lui presi tutto come un gioco. Nacque poi, crescendo, un'amicizia di totale e reciproco rispetto. Uomo duttile e pronto sempre alla battuta di spirito. Grazie dottor Pietro.
#5
RE: perdita di un amico
Autore: doctor [messaggi totali: 29]
Da: Catania Data: 18-07-2010 19:30:52
MEDICI D’ALTRI TEMPI
Il mio esordio in ospedale avvenne a Vizzini , da studente, una sera in sala operatoria: il sig. Mannino-nome di fantasia-, autista di piazza, accanito fumatore, nonché diabetico, era andato incontro ad una gangrena al piede destro per cui bisognava procedere ad una amputazione dell’alluce. Stringendo, si fà per dire, l’incompleta dentatura il paziente stoicamente sopportò l’ intervento, impeccabilmente eseguito dal dott. Garofalo. La puzza della gangrena, la truculenza dell’intervento erano tali che assieme alla mia inesperienza ed al caldo estivo mi procurarono una improvvisa sudorazione ed un firrione di testa che mi stava facendo crollare per terra.
La sanità di oggi paga fior di bigliettoni per manager, direttori sanitari e direttori amministrativi di azienda, nonché per primari poco competenti scelti non con criteri meritocratici, ma per banda politica di appartenenza. Lui, il dott.Garofalo, era intanto sempre presente o reperibile come medico e come chirurgo, contemporaneamente era anche direttore sanitario, capo del personale, il tutto per un unico stipendio.
Il personale infermieristico era perfettamente istruito su tutto ciò che doveva essere fatto, per le pulizie c’era solo –e ci bastava- la moglie di Vardo Pasta e favi, in cucina lavorava Mafaldina che con le sue pietanze, preparate quotidianamente in tempo reale, faceva venire l’appetito anche ai moribondi.
Gli specialisti erano rappresentati in gran parte: il chirurgo ufficiale fu dapprima il professore Caudullo, che veniva ad operare una volta la settimana, successivamente il dottor Alabiso con l’anestesista e negli anni ’70 con me e Vito Cortese, apprendisti stregoni, il Mercoledì ci partivamo da Catania, dalla casa di cura Caudullo per venire all’ospedale di Vizzini per la seduta operatoria: operava il dott.Alabiso, come primo aiuto aveva il dott.Garofalo, noi più giovani ci adattavamo a fare i ferristi o a dare ulteriore aiuto al tavolo operatorio. Il dott. Garofalo preparava il piano operatorio, si dava corso alla seduta operatoria, alla fine il dott. Alabiso e l’anestesista si controllavano i pazienti operati e ce ne tornavamo a Catania, al decorso post- operatorio badava il dott.Garofalo. Una volta la settimana venivano per consulenze i cardiologi, fior di professionisti, inizialmente il dott. Cultrera e successivamente il dott. Musco, venivano anche i radiologi, dott. Scaccianoce e dott. Spina che con il costante ed impeccabile supporto del tecnico Totò Li Volti portavano avanti la sezione radiologica. Una volta la settimana venivano anche gli otorino l’ eclettico dott.Di Giunta a bordo di una impeccabile Giulietta Alfa Romeo, successivamente il più compassato Dott. Di Mauro, eseguivano i loro interventi e se ne tornavano a Catania, tanto eventuali imprevisti o complicanze post-operatorie se le sapeva gestire e risolvere il dott.Garofalo.
In conclusione le specialità essenziali erano presenti in ospedale, all’occorrenza il dott. Garofalo si leggeva ed interpretava da sè le radiografie, in caso di necessità sapeva trasformarsi anche in ortopedico ingessando impeccabilmente piccole fratture.
All’ospedale di Vizzini si rivolgevano non solo i vizzinesi, ma anche gli abitanti dei paesi vicini,
tutto ciò i grandi-si fa per dire-studiosi dell’economia sanitaria oggi lo chiamano con grande prosopopea:INDICE DI ATTRAZIONE , mi viene contemporaneamente da ridere e da piangere!
Forse è vero che chi cambia la vecchia per la nuova peggio trova.
P.S. uno dei primi particolari interventi a cui ho assistito e risolto dal dott.Garofalo: una sera arrivò dolorante tenendosi il braccio destro un quadararo del luogo, il quale facilmente andava incontro ad una lussazione della spalla, cioè la testa dell’omero usciva fuori dal suo alloggiamento e l’arto perdeva la sua funzione essenziale di movimento, con una manovra a lui ben nota il dott. Garofalo rimise in ordine la spalla, venne eseguita una impeccabile fasciatura immobilizzante ed il paziente finì di soffrire e se ne tornò a casa. Io e Vito Cortese guardavamo con ammirazione e cercavamo di memorizzare al meglio quanto era stato fatto.