Beni artistici, scattano i sopralluoghi della Soprintendenza
Un gruppo di esperti del settore Beni Artistici della Soprintendenza di Catania
ha effettuato un sopralluogo ad alcune delle emergenze artistiche ed architettoniche
della città, tra cui la Chiesa di Sant'Anna, più volte segnalata
anche dal Comune e dalle associazioni locali.
La Chiesetta, chiusa da 15 anni, rientra a pieno titolo nella storia della letteratura
verghiana; vi fu segregata Isabella Motta, la figliastra del "Mastro"
per distoglierla dall'amore verso il cugino, la stessa che fu poi sposata, dal padre,
al Duca di Leyra.
Nella realtà è stata collegata ad un piccolo convento, probabilmente
posteriore alla chiesetta stessa. L'interno riporta sul fronte opposto all'abside
una scritta con la firma di Bonajuto, il famoso architetto del '700, artefice di
molte illustri dimore, fra cui il complesso monumentale dei Minoriti a Catania.
Al sopralluogo, il secondo in tre anni (il primo era stato effettuato dal tecnico
del settore, dott. L. Paladino) erano presenti, come responsabili della Soprintendenza,
la dott.ssa F. Migneco, dirigente del settore Beni Artistici, la dott.ssa C. Di Blasi,
la dott.ssa C. Cappa, e per il Comune l'arch. Lentini ed il geom. Cavallo, ed inoltre
l'ing. Giovanni Ventimiglia, responsabile dell'Istituto Italiano dei Castelli, e
la moglie S.ra Vittoria Paternò Castello, che hanno preso subito molto a c
uore il problema dei beni culturali di Vizzini.
L'Istituto Italiano dei Castelli, importante organismo associato all'Internationales
Burgen Institut, si è fatto portavoce, a mezzo del suo responsabile, del
"grave stato di degrado in cui versa la Chiesa" chiedendo
"di mettere in atto ogni utile iniziativa che possa interrompere il
progressivo deterioramento dell'edificio e tutelare la sua conservazione"
con una lettera inviata alla dott.ssa Maria Grazia Branciforte, Soprintendente di Catania.
La visita del gruppo di esperti si è estesa anche alle chiese di Santa Maria
dei Greci e dell'Annunziata. Un intervento di tutela appare, quindi, assai probabile
ed andrebbe a collocarsi in una zona già in parte risanata dal restauro di
Palazzo Trao e dall'intervento di somma urgenza, effettuato a temporanea tutela
dell'antichissima Chiesa di San Nicolò dei Greci, importante testimonianza
pre-terremoto, adornata da un portale gotico, già sede della Confraternita
dei Bianchi, di cui Verga immagina facesse parte la famiglia dei Trao.
Un luogo letterario per eccellenza, quindi, che merita le adeguate attenzioni che
questa volta, si spera, non tarderanno ad arrivare.