Le pagine di Fisco & Finanze sono curate dal prof.
Claudio Nino Busacca, dottore commercialista, revisore contabile
e docente di materie economiche presso l'Isis «V. E. Orlando»
di Vizzini. Per informazioni: Studio Busacca, viale Margherita 93,
95049 Vizzini (Ct). Telefono 0933 961 295, e-mail studiobusacca@alice.it.
Molte sono le novità in campo economico e fiscale per l'anno 2012 introdotte in
sede di conversione in legge del decreto Salva Italia (DL 201/2011), di cui alcune
di proroga termini e altre vere e proprie innovazioni.
Sono già scattate le nuove limitazioni all'uso del contante previste dalla
manovra del Governo Monti, D.L. n. 201 cosiddetto decreto «Salva Italia».
Quindi, già a partire dal 6 dicembre 2011, data di entrata in vigore del decreto,
è vietato trasferire denaro contante, a qualsiasi titolo, tra soggetti diversi
per un valore complessivamente pari o superiore a 1.000 euro senza l'intervento
di un intermediario finanziario abilitato.
È un'occasione per fare pace quella che il Fisco sta proponendo di realizzare
entro il 30 novembre 2011. I contribuenti con lite fiscale pendente alla data del
1 maggio 2011 con l'Agenzia delle Entrate per un valore non superiore a 20.000 euro,
possono accedere alla definizione agevolata ai sensi dell'articolo 39, comma 12,
D.L. 98/2011.
Con la risoluzione n. 101/E del 20 ottobre 2011 l'Agenzia delle Entrate ha istituito
il codice tributo 3364 per il versamento dell'addizionale erariale alla tassa
automobilistica dovuta dai proprietari di vetture di lusso. Il nuovo tributo,
dovuto già per l'anno 2011, è quantificato in 10 euro per kilowatt di potenza
eccedente i 225 kilowatt.
È legittima l'indagine finanziaria estesa, anche, all'accertamento dei
movimenti sui conti correnti bancari intestati ai soci della s.r.l. (società a
responsabilità limitata), oggetto di verifica fiscale, considerati inerenti
all'attività d'impresa. Questo il senso dell'ordinanza n.19888 del 29 settembre
2011, con la quale la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, promosso
dall'Agenzia delle Entrate, avverso la pronuncia della Commissione Tributaria
Regionale della Campania.
Rischiano l'imputazione di bancarotta semplice per aggravamento del dissesto gli
amministratori/soci di una srl (società a responsabilità limitata) che continuano
a finanziare con mezzi propri la società in perdita perenne al fine di consentire
la prosecuzione dell'attività anzichè chiederne il fallimento. A stabilirlo è la
Corte di Cassazione, sezione V penale, con la sentenza n. 32899 del 26 agosto 2011.
Sono circa 8,9 milioni le partite Iva formalmente attive in Italia, di cui 6 milioni
relative a persone fisiche e 2,9 milioni intestate a società. È intento
del legislatore di ridurle a quelle effettivamente operanti nel nostro sistema,
in quanto considerate eccessive se confrontate a quelle degli altri Stati Europei.
Preso atto, il Governo ha previsto la possibilità di chiudere le partite Iva inattive
da oltre tre anni con il versamento di una sanzione ridotta di 129,00 euro.